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ANGELA DI BARI

(Socio sostenitore)

ANGELA DI BARI è nata a Roma, dove vive e lavora.
E’ laureata in Lingue e letterature straniere moderne e ha un diploma di lingua tedesca. Ha soggiornato nella ex-Cecoslovacchia e in Polonia; a Praga ha curato il settore riguardante l’Italia della rivista di arte “Výtvarná kultura”.
Negli anni ’90 ha sperimentato diverse tecniche artistiche, prediligendo l’acquerello.
Dal 2005 si interessa delle tecniche di incisione calcografica. Nel 2006 segue il corso “Illustrazione incisa e tavole fuori testo” presso il KAUS di Urbino (PU) e partecipa alla “Estemporanea di incisione ” presso il Centro per l’incisione e la Grafica d’Arte di Formello (RM), ricevendo il Premio dell’Assessorato alle Politiche Culturali. Nel 2007 con l’opera “Sguardo” è fra i selezionati del Premio Italo Grandi, organizzato dalla rivista “grafica d’arte” di Milano.
Partecipa ai seguenti workshop: “WOODGRAPH”- Litografia Giapponese su Legno (2008); “Tecniche calcografiche sperimentali (2011); “Incisione blu: corso di incisione calcografica non tossica” (2013).
Dal 2008 è inserita nell’Annuario degli incisori edito da “grafica d’arte” e stampa personalmente le opere nel proprio studio. Nel 2014-15 segue un corso di nudo con modella (Scuola di Arti ornamentali San Giacomo, Roma). Presso l’Istituto giapponese di cultura partecipa al workshop “Kanji e calligrafia” ed è iscritta al corso di lingua giapponese.
Studia tecnica del mosaico presso l’Associazione MdA – Mosaico delle Arti.
Ha partecipato a diverse mostre collettive in Italia e in Europa (Francia, Polonia).
Mostre personali:
“Atmosfere crepuscolari” (Arezzo, 2008);
“Segni incisi” (Modica, RG, 2008);
“Segni nel tempo” (Roma, 2010).

Angela Di Bari ha alle spalle una formazione umanistica centrata sullo studio delle lingue e letterature dell’Europa dell’Est; la passione per l’arte si sviluppa in una seconda fase della sua vita; ma l’uomo fa, o dovrebbe fare, tesoro di tutte le esperienze, ed ecco che l’artista porta nello studio della tecnica una grande
sistematicità, come solo gli studiosi sono avvezzi a fare e moltissime suggestioni che dal mondo magico di Praga e della letteratura orientale derivano. Uno studio attento, appassionato, assiduo, l’ha portata a familiarizzare con le diverse tecniche che quest’affascinante arte mette a disposizione, imparando a
padroneggiarle e ad abbinarle a soggetti via via più personali.
Le forme sfumate e a volte volutamente fumose, espressioniste, restituiscono scorci di un paesaggio reale e dell’anima insieme, una sorta di album dei luoghi dell’artista, che a partire dal proprio studio apre finestre verso scorci un tempo visti nella città ‘magica’, oppure verso universi letterari e testi fondamentali per la propria formazione, fino a rivitalizzare il genere dell’ex libris. Così si entra nel suo immaginario, fatto di colori ma anche di forti contrasti chiaroscurali, dove favole e ambienti si alternano, restituendoci letture, brani di vita, esperienze. E il colore compare ancora in relazione a cose: i libri, questa volta, forse l’oggetto
amato per eccellenza dall’artista-studiosa: la selezione di ex libris da lei creati, per privati e biblioteche ancora ci portano a est…”
(Micaela Mander)

 

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