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CATERINA PALLOTTA

(Socio ordinario 2016)

CATERINA PALLOTTA è nata a San Remo nel 1964. Presso il I° Liceo Artistico Statale nel 1982, frequenta il Corso di Restauro Ligneo nel 1983. Per Architettura d’Interni negli stessi anni lavora nel settore. Dopo aver conseguito la Maturità Artistica, nel 1988 segue il Corso Di Formazionedel Design come libera professionista.
Dal 2005 si dedica completamente allo studio discipline artistiche accademiche, frequentando con assiduità gli studi di diversi pittori torinesi tra i quali quello di Carlo Barbero.

-CHE COSA SIGNIFICA PER ME ARTE ASTRATTA-

 …Certi pittori, fra i quali io, non si curano su che genere di sedia stanno seduti. Non si preoccupano neppure che sia comoda. Sono infatti troppo inquieti per preoccuparsi di dove si dovrebbe stare seduti.
Non vogliono sedere secondo l’etichetta. Si sono infatti accorti che la pittura – ogni genere – ogni stile di pittura, che appena si possa definire tale – costituisce oggi per se stessa un modo di vivere, uno stile di vita, per così dire. Ciò è appunto quanto origina la sua forma. E’ proprio nella sua inutilità che essa è libera. Non vogliono conformismo, cercano soltanto l’ispirazione. Non esiste uno stile pittorico oggi. Vi sono altrettanti naturalisti fra i pittori astratti, che pittori astratti nella così detta scuola oggettiva.

Willem De Kooning, 1951
TRANQUILLITA’, SERIETA’ E SAPIENZA

Chi conosce Caterina Pallotta e ha avuto la fortuna – come me – di scoprire il luogo dove lavra, aggiunge un tassello fondamentale nel
racconto di un linguaggio, che si fa esplicito e a volte celato, nella naturale proposizione pittorica.
Piccole dinamiche in procinto di esplodere, espandersi, coinvolgendo l’ignaro spettatore in un turbinio di frammenti che non aspettano altro di essere ricomposi e collocati in quello che per convenzione chiamiamo quadro.
Convenzione, appunto, perché i luoghi nei quali prendono forma i lavori di Caterina Pallotta sono senza confini, nel senso che anche di fronte a studi relativamente di piccolo formato, è chiara la sensazione di condizioni perimetrali ben più rilevanti.

Questa forma allusiva della – percezione della dimensione – è propria del lavoro di Caterina Pallotta, che regala allo spettatore molteplici punti di vista e soluzioni, attraverso in presunto vincolo, di una rappresentazione figurativa.

Siamo di fronte ad una pittrice che supera la sterile diatriba figurativo – astratto, con l’unica arma che ha in dote chi dipinge : semplicemente quella di fare – una buona pittura -.
D’altra parte già negli anni 50’ grandi Artisti della nostra Storia dell’Arte, come ad esempio Giorgio Morandi, andavano dicendo : “NON C’E’ NULLA DI PIU’ ASTRATTO DEL MONDO VISIBILE”.

L’opera di Caterina Pallotta è seduttiva, ti invita al dialogo, al confronto e ripercorre istanti di un cammino che a tratti è comune, suscitando, attraverso l’eleganza iconografica – tranquillità, serietà e sapienza.

Ciò detto, indugiando nella doppia veste di insegnante e recensore, ripropongo queste tre parole – che danno, tra l’altro, il titolo a questo scritto – Tranquillità, serietà e sapienza:
punti cardine di una ricerca vocativa.

Sito personale: www.caterinapallotta.it

 

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